Chi possiede un immobile costruito molti decenni fa conosce bene una domanda che, prima o poi, arriva: quando è stato realizzato esattamente? Per le case che si dichiarano edificate prima del 1967 la risposta non è un dettaglio. Incide sulla regolarità dell'immobile e, di conseguenza, sulla possibilità di venderlo senza intoppi.
Una recente sentenza del TAR Lazio affronta proprio il caso in cui fotografie e documenti non bastano a stabilire con certezza l'epoca di costruzione. Vediamo cosa cambia in pratica per chi sta pensando di vendere.
Chi deve dimostrare la data di costruzione
Il principio di partenza resta chiaro: l'onere della prova spetta al proprietario. È lui che deve dimostrare che l'immobile esisteva già prima del 1967. Non è il Comune a dover provare il contrario.
La novità sta nelle sfumature. Secondo i giudici, questo onere può essere temperato in alcune situazioni. Contano le ricerche effettivamente svolte dal proprietario e la sua buona fede. In altre parole, chi ha fatto tutto il possibile per ricostruire la storia dell'immobile non viene trattato come chi non si è nemmeno attivato.
Non significa che basti dichiarare la propria buona fede. Significa che l'impegno concreto nel cercare prove ha un peso nella valutazione.
Perché è importante quando si vende
Nella compravendita la regolarità urbanistica è uno dei primi aspetti che notaio, acquirente e banca guardano con attenzione. Un dubbio sulla data di costruzione può:
- rallentare la firma del rogito;
- spingere l'acquirente a chiedere uno sconto o a rinunciare;
- complicare la concessione del mutuo a chi compra.
Per questo conviene affrontare il tema prima di mettere la casa sul mercato, non quando c'è già una proposta d'acquisto sul tavolo.
Cosa conviene fare in concreto
La sentenza conferma che le ricerche contano. Ecco alcuni passi utili per chi possiede un immobile datato:
- Raccogliere tutto ciò che si ha in casa: vecchi atti di provenienza, contratti, bollette, fotografie di famiglia, documenti catastali.
- Fare richiesta di accesso agli atti presso l'ufficio tecnico del Comune, per verificare cosa risulta negli archivi.
- Consultare un tecnico di fiducia, che possa ricostruire la storia dell'edificio e segnalare eventuali difformità.
- Tenere traccia delle ricerche svolte, anche quando non danno risultati. Proprio questo impegno documentato può fare la differenza.
Un fascicolo ordinato rassicura chi compra e rende la trattativa più serena. Anche quando non si arriva a una certezza assoluta, poter mostrare di aver cercato con cura è un segnale di trasparenza.
In sintesi
Per chi vende una casa costruita prima del 1967, la data di realizzazione resta un punto da chiarire con attenzione. La sentenza del TAR Lazio non elimina l'obbligo di provarla, ma riconosce valore alla diligenza e alla buona fede del proprietario. Muoversi per tempo è la scelta più saggia.
Se stai pensando di vendere un immobile datato, possiamo aiutarti a fare il punto sulla documentazione e a valutarne il valore di mercato.
Fonte: Ediltecnico

